lunedì 12 giugno 2017

BLUE WHALE - Come Fermare Il Gioco Del Suicidio


Come molti nostri “colleghi” blogger/vlogger, anche noi non potevamo esimerci da aprire una parentesi importante e molto seria su un tema che sta purtroppo accaparrandosi (ormai ogni giorno) servizi in TV e articoli sui giornali

Ci occupiamo di app, di social, quindi è un argomento che ci tocca in particolar modo visto che spesso diamo consigli su come utilizzare al meglio quello che la tecnologia, sempre in continua evoluzione, ci offre. Oggi parliamo di Blue Whale.







 


CHE COSA E' IL BLUE WHALE E DOVE SI TROVA?
Blue Whale è una challenge (una sfida) inventata da uno studente di psicologia russo (oggi in carcere) che attraverso i social addesca ragazzini (quasi tutti minorenni) proponendo un macabro gioco della durata di 50 giorni che porterà al suicidio. Il termine “adescare”, pocanzi utilizzato  non è del tutto esatto, visto che sono gli utenti a richiedere di giocare ed essere seguiti in ogni task da un tutor

Il fenomeno si è inizialmente sviluppato su un social russo, ma adesso si teme si sia diffuso anche su Facebook ed Ask. Purtroppo non ne abbiamo la certezza perchè le diverse pagine dove poter accettare la sfida hanno nomi assolutamente non attinenti e solo il passaparola fra gli utenti può farle trovare.











COME SI ARRIVA AL GESTO ESTREMO SU BLUE WHALE


Una volta accettata la sfida, si viene contattati da un “tutor” che ci indicherà 50 azioni da svolgere in 50 giorni che dovranno essere testimoniate da foto o video. Fra le tante prove, alcune agghiaccianti consistono nel procurarsi lesioni, svegliarsi in piena notte per guardare film horror o ascoltare musica psichedelica , fino ad arrivare al vero e proprio suicidio. L'utente cade poco a poco in una depressione tale che diventa succube del suo aguzzino.

 



OGNI ADOLESCENTE PUO' ESSERE VITTIMA DI BLUE WHALE


Abbiamo sentito in questi giorni molte affermazioni a nostro avviso pericolosissime e sbagliate, anche da psicologi e presunti esperti. Se un ragazzino accetta di fare una cosa del genere è perché ha seri problemi che non sono stati ascoltati. 

Falso! 

Non cadete in questa trappola. L'adolescenza è un periodo dell'esistenza in cui ogni piccolo problema o inconveniente può diventare un macigno insopportabile. Non è necessario avere delle gravi mancanze per sentirsi inadeguati o soli. Senza contare che (come da testimonianze) la maggior parte delle vittime di Blue Whale non avevano nessun vero dramma oggettivo: andavano bene a scuola, avevano amici, i genitori li amavano e passavano del tempo con loro, ecc. Quindi alcuni di loro potrebbero averlo fatto solo per curiosità, per mostrare a loro stessi la propria forza interiore.






COME ELIMINARE IL PROBLEMA BLUEWHALE ALLA RADICE


Innanzitutto parlate ai vostri figli di questo fenomeno, fate esprimere un'opinione a riguardo per tastare il terreno e fateli sfogare. Ma non basta. Fatevi odiare, ma controllate sempre e comunque i minorenni su smartphone e pc. Non potete permettervi di lasciare i vostri figli soli nella zona franca che è il web

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Non esiste solo il problema Blue Whale, ma altre mille insidie che potrebbero danneggiare in modo gravissimo i vostri ragazzi. Alcune delle prime sfide consiste nel procurarsi tagli sulle braccia e sulle gambe, adesso che siamo in estate non vi sarà difficile, ma anche d'inverno buttate sempre un occhio quando si spogliano o vanno in bagno. Se vedete sullo smartphone icone o chat con l'imagine di una balena blu non esitate a controllare immediatamente di che cosa si tratti.
 

NON E' ALLARMISMO, MA PREVENZIONE


Chiunque in questi giorni abbia dichiarato (in maniera scellerata) che si tratta di un allarmismo fuori da ogni logica, ricordiamo che piu' se ne parla e piu' il problema magari verrà arginato. Mettere la testa sotto la sabbia non risolve niente, bisogna sapere di cosa si sta parlando e cercare di prevenirlo. Solo in Russia ci sono stati più di 157 suicidi

Più altri in Francia, Inghilterra, Brasile e anche purtroppo qui da noi in Italia. Se si sa di cosa si sta parlando, si sa come combatterlo. Amiamo la tecnologia, quindi combattiamo questi “stupri” sperando nel nostro piccolo di riuscire ad aiutare chi non ne è così appassionato come noi e magari si sente smarrito davanti a un qualcosa che non sa neanche cosa sia.







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